Tassa di 3€ sui pacchi Shein e Temu: questo punto cruciale che appesantisce il tuo conto

Laetitia

Gennaio 10, 2026

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I consumatori europei abituati ai prezzi imbattibili offerti da piattaforme come Shein o Temu vedono ora la loro esperienza d’acquisto sconvolta da un nuovo onere finanziario spesso poco conosciuto: una tassa fissa di 3 euro sui loro pacchi. Questa misura, che entrerà in vigore a partire da luglio 2026, non si limita a un semplice costo supplementare. Essa incarna una profonda trasformazione delle regole doganali e fiscali all’interno dell’Unione Europea e impatta direttamente il modo in cui vengono effettuati gli acquisti online, in particolare quelli provenienti dalla Cina. Comprendere questa tassa e i suoi meccanismi è essenziale per cogliere le sfide economiche, logistiche e persino ambientali legate al commercio online internazionale. Questa evoluzione costringe inoltre le grandi piattaforme a rivedere le loro strategie di spedizione e i consumatori a ripensare le proprie abitudini d’acquisto.

Al centro di questa riforma, l’eliminazione dell’esenzione IVA sui pacchi di basso valore scatena un effetto domino. Ogni pacco importato è ora soggetto alla dichiarazione doganale, generando spese di sdoganamento addebitate dai vettori. Questo meccanismo è particolarmente evidente nel caso di ordini di basso importo, tipici del modello ultra-fast fashion incarnato da Shein o Temu, che spingono a moltiplicare i piccoli ordini. Se queste spese possono sembrare minime, la loro integrazione nel prezzo totale modifica considerevolmente il calcolo economico del consumatore, specialmente su importi bassi. Parallelamente, questa tassa solleva interrogativi riguardo alla concorrenza equa tra attori locali e internazionali e mette in discussione le pratiche sostenibili in un settore a forte impronta di carbonio.

Le origini e le implicazioni della tassa di 3 € sui pacchi Shein e Temu

La tassa di 3 euro applicata sui pacchi importati, in particolare quelli provenienti da piattaforme come Shein o Temu, deriva da un’evoluzione normativa rilevante all’interno dell’Unione Europea mirata a uniformare la riscossione dell’IVA e a regolare le importazioni.

Dal 1° luglio 2021, l’esenzione dall’IVA per le importazioni di valore inferiore a 22 euro è stata soppressa. Questa soppressione significa che ogni prodotto importato, indipendentemente dal suo valore, è ora soggetto all’IVA, una misura destinata a instaurare una concorrenza più equa tra commercianti europei e i loro omologhi stranieri. Questo cambiamento genera un nuovo trattamento amministrativo per i vettori, che devono ora dichiarare ogni pacco alle autorità doganali, qualunque sia il suo valore. Questa gestione amministrativa supplementare, che contribuisce a migliorare la tracciabilità e la conformità dei prodotti, ha portato i fornitori logistici ad addebitare costi fissi, spesso dell’ordine di 3 euro, per coprire il trattamento delle formalità doganali.

È essenziale notare che queste spese non costituiscono un’imposta diretta prelevata dallo Stato, ma piuttosto una controprestazione per i servizi forniti dall’operatore logistico al momento della consegna. Ad esempio, quando il vostro pacco arriva in Francia, La Poste o altri servizi devono effettuare le formalità doganali, inclusa il pagamento dell’IVA, prima di assicurare la consegna. È in quel momento che al consumatore viene applicato questo sovrapprezzo spesso sconosciuto prima del ricevimento.

Questa imposizione mira particolarmente ai piccoli ordini transfrontalieri che costituiscono il modello commerciale principale dei giganti dell’ultra-fast fashion come Shein e Temu. Queste piattaforme spediscono la maggior parte dei loro articoli da magazzini situati in Cina, rendendo ogni spedizione un atto di importazione soggetto alle regole europee. A confronto, altre piattaforme come Amazon o Zalando spediscono principalmente da stock già presenti in Europa, evitando così questi costi supplementari.

Questo cambiamento normativo incarna una maggiore consapevolezza delle autorità europee sul controllo delle merci importate. Serve non solo a proteggere gli attori economici europei, ma anche a garantire una migliore sicurezza sanitaria e ambientale controllando rigorosamente l’origine e la conformità dei prodotti importati. Questo approccio complica comunque l’esperienza d’acquisto, specialmente per i consumatori poco informati, che a volte scoprono queste spese solo al momento della consegna.

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Shein, Temu: come il modello economico ultra-fast fashion innesca la tassa sui pacchi

Le caratteristiche specifiche del modello economico dei giganti del commercio online a basso prezzo spiegano perché gli ordini Shein e Temu sono particolarmente coinvolti in questa tassazione.

Il concetto di ultra-fast fashion si basa su prezzi estremamente bassi e una rotazione permanente delle collezioni, con migliaia di articoli rinnovati ogni giorno. Questa strategia spinge i consumatori a moltiplicare i piccoli ordini di basso valore piuttosto che effettuare acquisti in blocco. Tuttavia, con la scomparsa dell’esenzione IVA per i piccoli pacchi, ogni spedizione individuale dalla Cina è soggetta a una dichiarazione obbligatoria e ai costi di gestione doganale. Questa situazione amplifica la fattura finale, ancor di più quando l’articolo ordinato è poco costoso.

Il luogo di spedizione è cruciale nella genesi dei costi. Le piattaforme i cui prodotti transitano da magazzini asiatici, come la Cina, generano importazioni che innescano automaticamente le formalità doganali. Al contrario, le piattaforme che immagazzinano le loro merci in Europa beneficiano di un trattamento semplificato, poiché le loro spedizioni sono considerate scambi intracomunitari, senza formalità aggiuntive al momento della consegna.

Piattaforma Luogo di spedizione principale Applicazione delle spese di gestione Spiegazione
Shein / Temu Cina (fuori UE) Molto frequente Ogni piccolo pacco è un’importazione individuale che richiede una dichiarazione doganale e spese associate.
Amazon (stock UE) Magazzini in Europa Mai I prodotti sono già sdoganati in anticipo e consegnati dall’UE, senza ulteriori spese doganali.
Zalando Magazzini in Europa Mai Lo stoccaggio europeo evita qualsiasi tassazione aggiuntiva alla consegna.
Vinted Privati (principalmente UE) Raramente Gli scambi intra-UE non innescano spese doganali sistematiche.

In definitiva, la localizzazione degli articoli e il modello di ordine individuale rappresentano il fattore determinante che espone i consumatori a questi costi supplementari. È una questione logistica tanto quanto economica, che pone il consumatore al centro di una problematica più ampia sul commercio internazionale e i suoi costi nascosti.

Qual è l’impatto concreto della tassa sugli ordini e sul potere d’acquisto dei consumatori?

L’introduzione di spese fisse di 3 euro su ogni piccolo pacco importato cambia radicalmente la situazione per gli acquirenti online, soprattutto per coloro che privilegiano articoli a prezzi estremamente bassi.

Questo aumento del totale finale non ha lo stesso peso a seconda dell’importo dell’ordine. Per un carrello di circa cinquanta euro, questa tassa rappresenta circa il 6% del totale, una percentuale visibile ma spesso tollerabile. Al contrario, su un articolo acquistato per meno di 10 euro, lo stesso onere equivale a quasi il 40% di aumento, compromettendo completamente l’idea di un “affare”.

Oltre all’aspetto finanziario, questa tassa modifica anche la percezione dei consumatori riguardo alla trasparenza dei costi. Molti non sono avvertiti al momento dell’acquisto e scoprono questo sovrapprezzo solo al momento della ricezione, generando diffidenza e frustrazione. Questa situazione può infine spingere alcuni a rifiutare il pacco, complicando le procedure logistiche e provocando perdite economiche per tutte le parti coinvolte, dal venditore al vettore.

Le conseguenze di questa tassa si fanno sentire quindi a più livelli:

  • Variazione del potere d’acquisto: l’aumento del prezzo finale, soprattutto per acquisti impulsivi o a basso margine.
  • Modifica dei comportamenti d’acquisto: incentivo a raggruppare gli ordini per distribuire meglio le spese fisse.
  • Perdita di fiducia: effetto negativo sull’esperienza cliente dovuto ai costi nascosti.
  • Potenziale riduzione del consumo eccessivo: meno acquisti compulsivi e diminuzione del volume complessivo dei pacchi importati.
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Come anticipare e minimizzare le spese supplementari legate all’importazione su Shein e Temu?

Di fronte a questa nuova realtà, i consumatori possono adottare diverse strategie per ridurre l’impatto della tassa sul loro budget e continuare a godere del commercio online senza brutte sorprese.

Raggruppare gli acquisti per limitare le spese di sdoganamento

Dato che le spese di gestione doganale sono generalmente fisse per pacco, è consigliabile privilegiare ordini raggruppati invece di molteplici piccoli acquisti sparsi nel tempo. Raggruppare più articoli in un unico ordine aumenta l’importo complessivo senza moltiplicare la tassa, rendendo il costo aggiuntivo proporzionalmente più ragionevole.

Verificare le condizioni di spedizione e tassazione prima di finalizzare un ordine

Una lettura attenta delle informazioni relative ai costi e all’IVA è imprescindibile. Le piattaforme rispettose della normativa europea indicano chiaramente se l’IVA è inclusa nel prezzo al momento dell’acquisto tramite il sistema IOSS (Import One-Stop Shop), evitando così spese supplementari alla consegna. Al contrario, l’assenza di informazioni precise o l’annuncio che le tasse sono a carico del destinatario deve mettere in allarme.

Esplorare alternative locali e sostenibili

Questa tassa incoraggia anche a ripensare la provenienza degli acquisti. Privilegiare piattaforme europee o locali, o addirittura rivolgersi al second hand, permette di evitare costi doganali e spesso di avere prodotti con migliore tracciabilità e un’impronta ecologica ridotta.

  • Acquisti su siti e-commerce basati in Europa
  • Seconda mano tramite piattaforme specializzate
  • Supporto ad artigiani e commercianti locali

Queste buone pratiche permettono di bilanciare risparmio, trasparenza e impatto ambientale, pur adattandosi a un panorama commerciale in evoluzione.

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