L’industria informatica sta vivendo una scossa importante mentre la spina dorsale dei sistemi operativi consumer, Windows, sembra vacillare sotto le critiche pungenti. GOG, la piattaforma di videogiochi ben nota per il suo rifiuto dei DRM e la vicinanza alla comunità Linux, non esita più a denunciare apertamente le falle ricorrenti di Microsoft. Le tensioni aumentano, causate da un Windows percepito sempre più rigido, intrusivo e scollegato dalle aspettative profonde degli utenti. Quello che alcuni chiamano già una crisi profonda del sistema operativo potrebbe segnare la fine di un’era dominata da Windows, annunciando un futuro incerto per l’editore americano. Michał Kiciński, cofondatore di CD Projekt e proprietario di GOG, osserva senza concessioni la caduta progressiva di questo gigante, anticipando una svolta cruciale verso il 2026.
Si sta giocando un’evoluzione complessa durante questo decennio, dove si incrociano sfide tecnologiche, economiche e sociali. Mentre Windows 10 si avvicina alla sua obsolescenza definitiva, con la fine del supporto che pone una sfida enorme a centinaia di milioni di utenti, il dibattito infuria sulla sostenibilità di questo sistema contro vento e maree. Nel frattempo, la crescente affermazione di soluzioni alternative come Linux, rafforzata dalla notevole ascesa dello Steam Deck di Valve, scuote l’egemonia storica di Microsoft. La presa di posizione ferma di GOG su questo tema traduce una frattura crescente nel cuore stesso dell’industria, che diffonde un’onda d’urto fino alle sfere professionali e del grande pubblico.
Il controllo aumentato esercitato da Microsoft attraverso aggiornamenti percepiti come intrusivi, requisiti hardware drastici o la moltiplicazione della telemetria e delle pubblicità integrate alimenta un crescente rifiuto. Questa delegittimazione progressiva colpisce direttamente l’immagine e la fiducia intorno al sistema ma anche, indirettamente, il mercato PC. Assistiamo così a un vero cambio di paradigma in cui la concorrenza tra sistemi diventa più frontale e gli utenti si interrogano sulla loro libertà e sulla loro esperienza digitale. GOG, un tempo semplice attore di nicchia, si posiziona ora come un avvertitore, persino un profeta di una nuova era, in cui Windows potrebbe perdere la sua posizione dominante entro il 2026.
- 1 Una critica virulenta di Windows da parte di GOG: una svolta nel panorama dei sistemi operativi
- 2 Windows 11: la cristallizzazione delle crescenti frustrazioni del sistema operativo Microsoft
- 3 GOG e la crescita di Linux: un’alternativa sempre più credibile per il 2026
- 4 Il peso economico e sociale della fine di Windows 10: sfide e opportunità
- 5 Impatto sul mercato PC: come la fine di Windows sconvolge l’industria informatica
- 6 La crescita della comunità open source e la pressione su Microsoft
- 7 Dall’impatto sugli sviluppatori alla reinvenzione dei modi di consumo digitale
- 8 Prospettive 2026: verso una grande ricomposizione dell’universo dei sistemi operativi
Una critica virulenta di Windows da parte di GOG: una svolta nel panorama dei sistemi operativi
Michał Kiciński, figura di spicco nel mondo dei videogiochi, non usa mezzi termini quando parla di Windows. Per lui, l’ambiente Microsoft è diventato un « software incredibilmente cattivo ». Una dichiarazione tanto brutale riflette un malessere accumulato da anni di fronte alla direzione presa da questo OS. Le ragioni principali non risiedono solo in errori isolati, ma in una filosofia di progettazione sempre più chiusa e sempre più orientata a un controllo massimo degli utenti e delle loro macchine.
La critica si basa su diversi constata: innanzitutto il sovraccarico di Windows 11, che con l’aggiunta di livelli e funzionalità come Copilot degrada l’esperienza utente. Poi, la crescita fulminea della telemetria, vero e proprio spione silenzioso, seguita dall’intrusione crescente di pubblicità fino in spazi sensibili come il menu Start. Infine, e soprattutto, l’obbligo di accettare aggiornamenti vincolanti che modificano regolarmente il funzionamento del sistema, senza tener conto delle preferenze degli utenti.
Questa strategia pone un problema fondamentale per GOG che difende la libertà d’uso, un pilastro al centro della sua ragion d’essere. Michał Kiciński sottolinea quanto ogni impostazione, ogni parametro da modificare sotto Windows sia diventato un vero e proprio percorso a ostacoli. Disattivare una funzione equivale a cercare un ago in un pagliaio, e aggirare requisiti hardware come il TPM 2.0 sembra a volte fuori portata, anche per utenti esperti.
Un aneddoto tratto dall’esperienza interna di GOG illustra questo degrado. I team tecnici hanno constatato che il semplice mantenimento di un ambiente stabile per le loro applicazioni richiedeva uno sforzo crescente, aggirando sempre più barriere imposte dal sistema. Non è un dettaglio poiché implica costi aggiuntivi, rallenta l’innovazione e allontana gli sviluppatori da un’integrazione fine.
In confronto, l’esperienza su macOS, pur meno aperta, rimane fluida e coerente, rinforzando la sensazione che Microsoft abbia perso in semplicità e stabilità. Questo degrado è tanto più marcato quanto Windows era stato per decenni sinonimo di inclusività e accessibilità, due valori ora messi a dura prova.

Windows 11: la cristallizzazione delle crescenti frustrazioni del sistema operativo Microsoft
Il lancio di Windows 11 non ha incontrato l’entusiasmo previsto. Fin dall’inizio, questa versione ha moltiplicato le polemiche sulle restrizioni tecniche. L’obbligo del TPM 2.0, per esempio, ha scatenato dibattiti sia tra gli utenti comuni sia tra gli esperti informatici. Questo componente hardware, destinato a rafforzare la sicurezza, è anche percepito come un metodo per bloccare ulteriormente l’ecosistema.
Questo aspetto illustra il divario che si allarga tra le esigenze degli utenti e le strategie di Microsoft. Piuttosto che semplificare, Windows 11 complessifica a diversi livelli. Gli aggiornamenti sono più frequenti, spesso disturbanti, e il monitoraggio aumentato tramite telemetria genera una sensazione di intrusione che nuoce alla fiducia.
Le nuove funzionalità non hanno mai davvero entusiasmato la comunità informatica. Per esempio, l’introduzione dell’assistente Copilot, presentato come uno strumento di assistenza intelligente, è percepito da molti più come un gadget imposto che come un vero progresso. Questo sovraccarico funzionale degrada la fluidità e aumenta il carico cognitivo degli utenti.
Un caso di studio notevole è l’impatto degli aggiornamenti automatici che non lasciano più vere alternative all’utente. Vari rapporti provenienti da grandi aziende e amministrazioni sottolineano che questa politica di aggiornamento forzato ha provocato interruzioni importanti nelle loro operazioni. Questo elemento rafforza il dibattito sulla prossima fine del supporto per Windows 10, spingendoli a migrare verso soluzioni costose e talvolta rischiose.
Windows 11 ha così cristallizzato molte frustrazioni, contribuendo alla percezione che questo sistema operativo sia ora un ostacolo alla produttività, più che una leva.
GOG e la crescita di Linux: un’alternativa sempre più credibile per il 2026
Di fronte all’incertezza su Windows, GOG ha preso una decisione strategica di rilievo: rivolgersi a Linux come alternativa prioritaria. Questa scelta esprime una volontà chiara di abbracciare un modello più libero e rispettoso degli utenti. Maciej Gołębiewski, direttore generale di GOG, descrive il 2026 come un anno di svolta in cui Linux non sarà più un semplice sistema « di sfondo » ma un attore principale della scena videoludica.
Questa decisione si inserisce in un contesto di accelerazione dei progetti volti a rendere Linux più accessibile e performante per i gamer. Grazie a Proton, sviluppato da Valve, la compatibilità con i titoli solitamente eseguiti su Windows è notevolmente migliorata. Numerosi utenti riportano anzi prestazioni e stabilità superiori su Linux rispetto a Windows, grazie soprattutto a una gestione più efficiente delle risorse e un controllo più fine sul sistema.
L’adozione crescente di Linux comporta tuttavia delle sfide. GOG non ha ancora lanciato un client Galaxy nativo per Linux, costringendo i giocatori a utilizzare strumenti terzi come Heroic o Lutris, che funzionano ma restano soluzioni artigianali della comunità. Questa situazione rappresenta sia un’opportunità sia una sfida da affrontare per GOG, che dovrà consolidare entro il 2026 la propria infrastruttura software per garantire un’esperienza fluida e nativa agli utenti Linux.
La seguente tabella confronta vantaggi e svantaggi dei tre sistemi principali del mercato nel 2026, illustrando le scelte strategiche a disposizione della comunità di giocatori e sviluppatori:
| Sistema operativo | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|
| Windows 11 | Ampio catalogo di giochi, compatibilità universale, integrazioni Microsoft (Office, Xbox) | Aggiornamenti vincolanti, intrusioni pubblicitarie, requisiti hardware elevati (TPM), complessità crescente |
| Linux (Proton, Steam Deck) | Open source, prestazioni ottimizzate, meno restrizioni, grande comunità, assenza di DRM | Mancanza di applicazioni native, necessità di soluzioni artigianali, minor supporto commerciale, frammentazione |
| macOS | Stabilità, semplicità, integrazione hardware-software, buone prestazioni in alcuni giochi | Catalogo limitato, sistema chiuso, prezzi elevati, poco orientato al gaming |
Questo insieme di fattori pone Linux in posizione di serio contender. Per GOG, il distacco da Windows non è un atto isolato ma una tendenza importante, che potrebbe ridefinire profondamente gli equilibri dell’industria informatica nel 2026.

La fine del supporto ufficiale a Windows 10, annunciata per ottobre 2026, solleva molte domande rilevanti. Con oltre 400 milioni di PC ancora equipaggiati con questa versione in tutto il mondo, la posta in gioco è enorme. Queste macchine, quasi istantaneamente, diventeranno obsolete dal punto di vista software, causando ripercussioni economiche e sociali molto importanti.
Da un lato, i privati dovranno scegliere tra un passaggio spesso costoso a Windows 11, con il suo carico di restrizioni, o l’adozione di distribuzioni Linux talvolta percepite come complesse. Dall’altro, aziende e amministrazioni affrontano una sfida ancora più grande perché devono garantire continuità del servizio, sicurezza e conformità normativa.
Questa fine del supporto provoca anche una crisi ecologica poco conosciuta. Il rinnovo massiccio dei dispositivi per soddisfare i requisiti più esigenti delle ultime versioni di Windows genera una produzione importante di rifiuti elettronici. Diverse voci si alzano per chiedere a Microsoft di rivedere le sue strategie, per prolungare la vita dei computer esistenti.
Una petizione, che raccoglie quasi 40.000 firme in Francia, chiede la gratuità degli aggiornamenti di Windows 10 fino al 2030, sostenendo questa situazione complessa. Microsoft, da parte sua, cerca di calmare le tensioni proponendo estensioni di supporto a pagamento ESU (Extended Security Updates), ma questo soddisfa solo in parte gli utenti, in particolare le piccole realtà.
- Conseguenze sociali: possibile esclusione digitale per milioni di utenti, aumento del divario di accesso.
- Impatto economico: aumento dei costi di esercizio e manutenzione, sforzi di formazione.
- Questioni ecologiche: massificazione dei rifiuti elettronici, maggiore consumo di risorse.
Di fronte a queste sfide, diverse alternative sono esplorate, e la transizione verso un ambiente Linux sembra assumere un ruolo centrale nelle strategie di molti attori.
Impatto sul mercato PC: come la fine di Windows sconvolge l’industria informatica
La transizione imposta da Microsoft influenza ampiamente il mercato globale del PC. Con la fine del supporto a Windows 10, molti utenti sono costretti a reinventarsi, stimolando così un’ondata di rinnovi hardware e software. Tuttavia, questa dinamica nasconde anche una frattura netta nelle aspettative e nelle possibilità dei consumatori.
Da un lato, il mercato vede una rinascita delle vendite di PC di fascia alta compatibili con Windows 11, che integrano nuove tecnologie come il chip TPM, il 5G e schermi ad alta risoluzione adatti all’OS Microsoft. Questa modernizzazione tecnica rappresenta un nuovo slancio che alcuni definiscono « seconda giovinezza » per il computer personale.
Tuttavia, lo stesso mercato registra anche un’impennata delle vendite di macchine ottimizzate per Linux, in particolare nel settore dei portatili dedicati ai professionisti dello sviluppo e ai giocatori alternativi. La diffusione di soluzioni come lo Steam Deck e il miglioramento delle prestazioni su Linux avvicinano questo sistema agli usi del grande pubblico, che a lungo erano stati esclusivi di Windows.
Una tabella comparativa delle quote di mercato nel 2026 delinea un’evoluzione significativa:
| Anno | Quota di mercato Windows (%) | Quota di mercato Linux (%) | Quota di mercato macOS (%) |
|---|---|---|---|
| 2022 | 76 | 2 | 17 |
| 2026 | 60 | 10 | 25 |
Questo spostamento contestuale traduce un cambiamento importante nella gerarchia dei sistemi operativi e nel modo in cui gli utenti percepiscono i loro strumenti informatici. Le scelte determinate nel 2026 avranno un impatto duraturo sull’industria IT mondiale.

La crescita della comunità open source e la pressione su Microsoft
La svolta presa da GOG riflette anche una maggiore pressione esercitata su Microsoft dalla comunità open source. Numerosi sviluppatori, appassionati e attori dell’industria chiedono un ambiente più aperto, più trasparente e rispettoso della privacy. Questa domanda mette Microsoft in una posizione delicata, tanto più che le alternative crescono in maturità e popolarità.
Questa dinamica è visibile in diversi ambiti:
- Sviluppo software: la crescita esponenziale dei contributi Linux ai progetti open source, soprattutto nel settore videoludico tramite Proton.
- Mobilità: Linux si afferma duramente come OS di scelta per dispositivi portatili alternativi, grazie alla sua flessibilità e capacità di adattamento.
- Rispetto degli utenti: la lotta contro telemetrie intrusive e pubblicità non richieste fa evolvere le policy d’uso.
Microsoft, storicamente molto chiusa, tenta di adottare una posizione più aperta, in particolare supportando Windows Subsystem for Linux (WSL). Tuttavia, l’ecosistema resta largamente dominato da regole e barriere che frenano le innovazioni libere e la libertà d’uso.
Di fronte a questa congiuntura, GOG svolge un ruolo di apripista. Michał Kiciński e il suo team mostrano che gli utenti non devono più accettare passivamente il degrado della loro esperienza e che la concorrenza è più viva che mai. Questa lotta rientra ora in una battaglia globale per il futuro della tecnologia e della libertà digitale.
Dall’impatto sugli sviluppatori alla reinvenzione dei modi di consumo digitale
La svolta del 2026 non cambia solo le carte in tavola per gli utenti finali, ma influisce profondamente sulla comunità degli sviluppatori e sul modo in cui i contenuti digitali sono creati e consumati. Su Windows, l’aumento delle restrizioni, dei DRM e degli aggiornamenti forzati complica la gestione degli sviluppatori, che devono adattare costantemente i loro prodotti, talvolta a discapito della qualità.
Al contrario, l’ecosistema Linux libera molti attori dalle eccessive costrizioni. L’open source favorisce l’innovazione rapida e la collaborazione orizzontale, a beneficio della reattività. GOG stessa testimonia esperienze positive nella messa a disposizione di giochi senza DRM, favorendo la fiducia e la libertà dei giocatori.
I consumatori, da parte loro, sono sempre più sensibilizzati alle problematiche del rispetto della loro vita digitale. Questa evoluzione spinge già alcune piattaforme a ripensare il loro modello, offrendo per esempio opzioni più personalizzabili e sfidando il monopolio dei sistemi chiusi.
Una lista delle principali trasformazioni nei modi di consumo e sviluppo:
- Crescita dei giochi senza DRM, a vantaggio della proprietà dei contenuti da parte degli utenti.
- Adozione maggiore di soluzioni multipiattaforma che facilitano l’accesso qualunque sia l’OS.
- Espansione di comunità open source collaborative per migliorare la compatibilità.
- Sviluppo di strumenti che permettono agli utenti di controllare più finemente la loro esperienza.
- Implementazione di pratiche ecosostenibili nella gestione delle infrastrutture e dei dispositivi.
Prospettive 2026: verso una grande ricomposizione dell’universo dei sistemi operativi
Mentre ci avviciniamo rapidamente alla scadenza del supporto a Windows 10, il 2026 si annuncia come una svolta essenziale. La critica di GOG, ben lungi dall’essere un semplice sfogo, incarna un’interrogazione profonda sulla sostenibilità e la pertinenza di un modello ereditato da decenni. L’impatto di questa crisi tocca tutti i settori dell’industria informatica: dagli utenti finali agli sviluppatori, passando per i produttori e gli attori economici.
Il futuro sembra condurre a una crescente diversificazione dei sistemi operativi, con Linux in prima linea, sostenuto da iniziative come Proton e piattaforme impegnate nella libertà digitale. Microsoft deve ora fare i conti con questa nuova realtà che mette in discussione le sue scelte e il suo modello economico.
La concorrenza si inasprisce, e la battaglia per conquistare i cuori degli utenti si intensifica. I giorni della supremazia indiscussa di Windows sembrano contati, e il 2026 potrebbe segnare l’inizio della fine di un’era. Di fronte a questa mutazione, consumatori, professionisti e aziende dovranno ripensare le loro scelte tecnologiche, con in palio una completa reinvenzione degli usi informatici in un mondo più libero e decentralizzato.