Sicurezza OT : Preservare l’integrità dei sistemi industriali e delle infrastrutture vitali

Julien

Dicembre 12, 2025

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Di fronte a un aumento esponenziale degli attacchi informatici che prendono di mira gli ambienti industriali – un incremento superiore all’87% in un solo anno –, la sicurezza OT si impone oggi come una questione strategica e urgente. Mentre le reti informatiche tradizionali convergono sempre più con i sistemi industriali, la protezione delle infrastrutture vitali come le centrali elettriche, le reti idriche o gli impianti di trasporto diventa una sfida importante. Questi sistemi di controllo industriali, che regolano in tempo reale processi fisici critici, richiedono una vigilanza maggiore e strategie specifiche per preservarne l’integrità e garantire la continuità delle operazioni essenziali per la nostra società.

In questo contesto, la cybersecurity industriale non si limita più alla semplice protezione dei dati, ma deve garantire la resilienza di apparecchiature e reti OT. Comprendere le differenze fondamentali tra sicurezza OT e IT, padroneggiare i principi chiave per la difesa dei sistemi industriali e adottare una gestione proattiva dei rischi sono tappe imprescindibili per ogni organizzazione che opera su infrastrutture critiche. Approfondiremo queste dimensioni essenziali lungo tutto l’articolo, mostrando come una rigida sicurezza OT consenta non solo di prevenire intrusioni e guasti gravi, ma anche di assicurare la sostenibilità e l’affidabilità dei servizi pubblici e industriali.

Comprendere la sicurezza OT: sfide principali e specificità dei sistemi industriali

La sicurezza OT, o sicurezza delle tecnologie operative, riguarda la protezione dell’hardware e del software che controllano apparecchiature fisiche in processi industriali. A differenza della cybersecurity classica, volta alla protezione delle informazioni immateriali, la sicurezza OT agisce direttamente su elementi materiali come valvole, pompe o robot presenti nelle linee di produzione.

Questo contatto con il mondo reale conferisce alla sicurezza OT una dimensione molto particolare: un errore di comando o un’intrusione in questi sistemi può provocare conseguenze immediate e spesso irreversibili. Ad esempio, un’istruzione errata inviata a una pompa potrebbe causare una sovrapressione, danneggiare gravemente un impianto idraulico e mettere in pericolo gli operatori presenti sul sito.

I sistemi industriali sono spesso composti da controller programmabili (PLC), sistemi SCADA (Supervisory Control and Data Acquisition) e altri dispositivi specifici che utilizzano protocolli poco o per nulla sicuri. La loro vulnerabilità è tanto più acuta in quanto queste infrastrutture critiche – energia, acqua, trasporti – dipendono interamente da questi sistemi per operare. Un guasto grave a questo livello può paralizzare intere regioni, sottolineando l’importanza di rafforzare la sicurezza OT.

Inoltre, la complessità degli ambienti industriali rende la loro protezione particolarmente delicata. Infatti, la sicurezza deve essere potenziata senza però disturbare i processi produttivi in tempo reale, la cui interruzione costa ad esempio milioni di euro ogni ora. La sicurezza OT è quindi un campo che richiede una competenza particolare, che combina conoscenze sul campo, comprensione delle restrizioni industriali e padronanza dei rischi digitali.

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Differenze fondamentali tra sicurezza OT e IT: priorità talvolta opposte

La sicurezza OT e la sicurezza IT (tecnologie dell’informazione) condividono un obiettivo comune di protezione, ma le loro priorità differiscono profondamente. Nel campo IT, l’attenzione è innanzitutto focalizzata sulla riservatezza e sull’integrità dei dati. In OT, la priorità assoluta è la disponibilità e la continuità delle operazioni industriali.

Un’interruzione informatica in ufficio può rallentare l’attività, ma generalmente non rappresenta un pericolo diretto per le persone o le infrastrutture. Al contrario, un guasto in un sistema OT può avere conseguenze fisiche gravi, mettendo in pericolo gli operatori, l’ambiente, o addirittura la sicurezza nazionale. Ad esempio, un robot mal controllato su una linea può ferire gravemente un operaio, mentre un errore in una centrale elettrica può causare un blackout di ampia portata.

Questa dicotomia degli obiettivi implica anche restrizioni differenti in termini di gestione degli aggiornamenti. I sistemi IT possono accettare riavvii frequenti e l’installazione regolare di patch. Le apparecchiature industriali, invece, devono funzionare senza interruzioni per anni, rendendo gli aggiornamenti più complessi da pianificare e rischiando costosi arresti.

La protezione dei sistemi industriali si basa su architetture specifiche, spesso guidate da standard come il modello Purdue, che promuove la segmentazione rigorosa delle reti per limitare la propagazione degli attacchi. Inoltre, la maggior parte delle apparecchiature OT utilizza protocolli proprietari o poco sicuri, senza crittografia nativa, il che solleva nuove sfide per la protezione delle reti OT.

Parametro Sicurezza IT Sicurezza OT
Priorità principale Riservatezza dei dati Disponibilità delle apparecchiature
Impatto di un guasto Perdita di informazioni, rallentamento Rischi fisici e interruzione industriale
Aggiornamento dei sistemi Frequente, con riavvii Raro, manutenzione programmata e limitata
Protocolli di comunicazione Standardizzati e sicuri Spesso proprietari e non criptati

Questa contrapposizione giustifica un approccio dedicato alla protezione dei sistemi industriali, distinto ma complementare alla cybersecurity classica.

Esempio: attacco a infrastrutture energetiche nel 2024

Un attacco digitale in Europa nel 2024 ha rivelato quanto i sistemi OT siano vulnerabili alle intrusioni informatiche. Sfruttando una falla nella connessione tra reti IT e OT, pirati informatici sono riusciti a perturbare la distribuzione elettrica per diverse ore, causando blackout massicci. Questo evento ha messo in luce l’urgenza di rafforzare la protezione delle reti OT per evitare conseguenze catastrofiche su larga scala.

Principi di base e strategie avanzate per garantire la sicurezza OT

Mantenere la sicurezza dei sistemi OT si basa su diversi grandi principi. Prima di tutto, la sicurezza industriale (Safety) deve rimanere la priorità assoluta. Ciò significa che ogni misura di sicurezza non deve mai interferire con i meccanismi di arresto di emergenza o la protezione fisica degli operatori. La sicurezza OT completa e rafforza quindi la safety senza comprometterla.

Un altro pilastro fondamentale è la segmentazione rigorosa delle reti. Applicando barriere solide tra gli ambienti d’ufficio e quelli industriali, si limitano drasticamente i rischi di contaminazione incrociata. Ad esempio, isolare le zone critiche impedisce a un malware proveniente dalla rete IT di raggiungere il controllore programmabile di una linea di produzione.

L’autenticazione rigorosa è inoltre essenziale. È fondamentale stabilire un controllo di accesso granulare, con ogni utente dotato di diritti strettamente limitati alle proprie funzioni. I metodi di autenticazione multifattore diventano imprescindibili, soprattutto per gli accessi da remoto spesso utilizzati dai team di manutenzione.

  • Inventario esaustivo delle apparecchiature: Conoscere con precisione tutti gli asset connessi, le loro versioni e configurazioni per valutare meglio la superficie di attacco.
  • Gestione proattiva delle vulnerabilità: Pianificazione rigorosa degli aggiornamenti e distribuzione di patch, spesso delicata in un ambiente industriale.
  • Virtual patching: Utilizzo di firewall per bloccare attacchi indirizzati a falle temporaneamente non corrette.
  • Monitoraggio continuo: Rilevamento di intrusioni OT grazie a sistemi di analisi dei flussi di rete e dei comportamenti anomali specifici ai protocolli industriali.
  • Piani di risposta adeguati: Procedure chiare per isolare le apparecchiature infette, passare in modalità manuale e ripristinare le configurazioni.

Questi principi combinati assicurano una difesa robusta contro un’ampia varietà di minacce digitali rivolte alle infrastrutture essenziali.

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Monitoraggio, rilevamento e risposta agli incidenti: chiavi della resilienza industriale

Il monitoraggio permanente delle apparecchiature critiche è una componente chiave della sicurezza OT. A differenza degli ambienti IT, dove il rilevamento può basarsi su sistemi attivi, il monitoraggio OT privilegia spesso un ascolto passivo per non disturbare i processi in tempo reale. Le sonde di rete specializzate analizzano le comunicazioni tra controllori e sistemi di controllo, rilevando ogni anomalia, comando illecito o nuovo dispositivo non autorizzato.

Gli strumenti di monitoraggio utilizzati sono in grado di decodificare protocolli industriali specifici come Modbus, Profinet o DNP3, trasformando segnali tecnici complessi in allarmi utilizzabili dai team di sicurezza. Così, una modifica intempestiva di un parametro sensibile viene rapidamente rilevata e segnalata.

Parallelamente, i piani di gestione degli incidenti devono essere preparati con cura, tenendo conto della natura particolare dell’hardware industriale. Ad esempio, l’isolamento di un controllore compromesso non sarà lo stesso di un semplice blocco di un server informatico. Le squadre devono essere addestrate a intervenire rapidamente e in completa sicurezza, potendo passare al controllo manuale se necessario.

La collaborazione tra esperti IT e ingegneri OT è altresì fondamentale. Questa sinergia, spesso orchestrata tramite un centro operativo di sicurezza dedicato, consente una risposta unificata di fronte ad attacchi complessi che attraversano entrambi i mondi. La correlazione degli eventi provenienti dalle reti IT e OT facilita la rapida comprensione degli attacchi e accelera la presa di decisioni in situazioni di crisi.

Formazione dei team e standard imprescindibili per una sicurezza OT ottimale

La sicurezza OT non si basa solo sulla tecnologia, ma dipende molto anche dall’essere umano. I collaboratori che operano sulle infrastrutture industriali sono spesso bersaglio di attacchi di phishing finalizzati a ottenere credenziali o introdurre malware tramite chiavette USB. La scarsa conoscenza dei rischi facilita spesso gli attacchi iniziali.

Instaurare una vera cultura della sicurezza è quindi necessario per trasformare ogni dipendente in un anello forte della difesa. Le formazioni devono essere adattate al contesto industriale, con scenari concreti e realistici. Per esempio, imparare a rifiutare l’uso di supporti sconosciuti o a riconoscere un’email sospetta può evitare gravi incidenti.

Esercitazioni regolari di simulazione di crisi, che coinvolgano sia i team di produzione che gli specialisti della sicurezza, consentono di valutare la reattività collettiva e correggere le falle procedurali prima che avvenga un attacco reale. L’impegno della direzione è essenziale per promuovere e legittimare queste azioni di sensibilizzazione.

Infine, le norme internazionali strutturano l’approccio alla sicurezza OT. La norma IEC 62443 si impone come il riferimento più riconosciuto, definendo requisiti precisi sulla progettazione, sull’esercizio e sulla manutenzione dei sistemi industriali sicuri. Inoltre, la guida NIST SP 800-82 offre raccomandazioni dettagliate per l’attuazione delle migliori pratiche, mentre la lista OWASP IoT dettaglia le vulnerabilità comuni da evitare. Il quadro MITRE ATT&CK ICS completa questi riferimenti mappando le tecniche di attacco specifiche degli ambienti industriali.

Norma / Riferimento Descrizione Obiettivo principale
IEC 62443 Standard internazionale per la cybersecurity industriale Definire requisiti per assicurare i sistemi OT nelle fasi di progettazione e operatività
NIST SP 800-82 Guida americana alla sicurezza dei sistemi industriali Proporre un quadro completo per la gestione dei rischi OT
OWASP IoT Top 10 Elenco delle maggiori vulnerabilità degli oggetti connessi industriali Indirizzare gli sviluppatori sulle falle più critiche da correggere
MITRE ATT&CK ICS Banca dati delle tattiche e tecniche di attacco OT Consentire simulazioni e analisi degli attacchi per migliorare le difese
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